Gianna Spirito | Fotografa | Vertigine
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Vertigine

La fotografia corregge il tempo della percezione, è un susseguirsi di visioni “interrotte” di cui resta la dilatazione dell’istante: il silenzio narrativo traduce e trasforma l’attimo invisibile entro i termini dello “spazio percettivo”.
Il lavoro di Gianna Spirito, attraverso un raffinato gioco di incastri e sovrapposizioni, tende ad aumentare e moltiplicare l’immagine indicando – per eccesso oppure per difetto – le anomalie della rappresentazione e sgretolando i consueti punti di riferimento. Si tratta di architetture mentali, prima ancora che reali, in cui la fotografia si fa tramite e veicolo di un particolare senso di straniamento, una vertigine all’interno della quale “la messa a fuoco” scelga – di volta in volta – nuovi soggetti e differenti interlocutori.

Gianna Spirito lascia scivolare le immagini le una sulle altre per poi congelarle nell’istante, restituendoci – simultaneamente – un racconto visivo costruito sopra molteplici sequenze e moltiplicati punti di vista: un lungo e continuo piano-sequenza, frammentato in tempi diversi e riproposto nel tempo unico della visione.

L’immagine fotografica così concepita e realizzata porta in sé la discrasia di due differenti tempi di percezione: quello dell’apprendimento del reale assieme a quello della traduzione di esso nel proprio corrispettivo di idee. È la nascita e la costruzione dei “luoghi immaginari” dell’artista, alterazioni dell’immagine, visioni interpolate in cui il gioco di trasparenze lascia “intravedere” – nel significato letterale di vedere dentro, attraverso – tutto quanto non possa essere rappresentato, ma solamente intuito.

Nel continuato e prolungato scambio tra soggetto ed oggetto, tra spettatore e protagonista, l’immagine è finzione e la visione il racconto di invisibili illusioni.

Alberto Gross

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Category
Progetti Gianna Spirito